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PANNELLO N° 19

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I partigiani

Le varie formazioni partigiane spezzine operanti sulla destra del Magra il 25 luglio del ‘44 costituiscono a Castello di Zeri la 1.ma Divisione Liguria, che avrebbe dovuto riunire sotto un unico comando le are montane di Spezia, Apuania e Parma. Non raggiungendo l’obbiettivo, assume in seguito il nome di IV Zona ligure, sempre con sede a Zeri. Al comando viene nominato il colonnello Mario Fontana “Turchi”; vice comandante Guglielmo Cacchioli “Beretta” e commissario politico Antonio Cabrelli “Salvatore”. E’ composta da quattro brigate, la Brigata d’assalto Lunigiana Giustizia e Libertà comandata dall’azionista Vero Del Carpio “il Boia” che dispone i suoi uomini dal monte Picchiara a Calice, ai Casoni a Montereggio e Mulazzo. La “Vanni” d’ispirazione comunista, comandata da “Tullio” Battistini, che prende posizione tra il Betinia e il Gordana sulle alture di Pontremoli e di Codolo fino al monte Spiaggi. Quello che rimane del “Picelli”, già guidato da Facio è ora agli ordini di Nello Quartieri “Italiano”. Si dispone lungo il Gordana, tra la Vanni e Mulazzo. La quarta brigata è la Cento Croci che opera nell’area parmense. Per un certo tempo fanno riferimento alla Divisione Liguria anche formazioni operanti sulla sinistra del Magra. In autunno alcuni gruppi legati alla Colonna Giustizia e Libertà di Del Carpio mettono in atto delle azioni sull’Aurelia, a nord della Spezia attaccando con successo dei camion tedeschi. Tra le azioni si ricorda l’assalto messo in atto da parte di una squadra del gruppo di “Tullio” il 24 luglio, durante un allarme aereo, nei magazzini della Wehrmacht a Ceparana, nel quale catturano 17 soldati e 3 ufficiali tedeschi e si impadroniscono di una ingente quantità di generi alimentari. I prigionieri vengono subito scambiati con dei civili che erano stati catturati a Bolano. Qualche giorno dopo i tedeschi colpiscono a cannonate i paesi sopra Ceparana e rastrellano una sessantina di persone.
Nella zona tra Villafranca, Bagnone e Licciana opera tra maggio-giugno 44 la Brigata 37 B, guidata dal comunista sarzanese Ernesto Parducci, che sarà scompaginata dai rastrellamenti dei primi di luglio ’44 in quella zona. A questa succede nell’autunno la Brigata Garibaldi “Leone Borrini” che prende il nome dall’antifascista, comunista lunigianese caduto nella guerra di Spagna. Tra i fondatori si ricordano Edoardo Bassignani, “Ebio”, già confinato politico ed altri antifascisti di Merizzo (Villafranca). Nel gennaio ’45 questi si impegnano ad ostacolare l’attività dei reparti della RSI ed il traffico sulla Cisa, ma un reparto della Monterosa, giunto nel paese di Collesino s’impadronisce di tutti i documenti della formazione. Ebio cade in un’imboscata il 3 febbraio 1945 e non vedrà la Liberazione.
Solo la IV Brigata Garibaldi Apuana non è stata toccata dal rastrellamento della fine di novembre; tuttavia ben presto ne sarebbe sopraggiunto un altro, quello del 7 dicembre nella valle del Taverone, diretto principalmente verso questa formazione. Alla fine il comando della Brigata si sposta a Torsana e poi a Comano. Qui la brigata inizia un’ intensa attività che la porta all’apertura di una scuola media, alla pubblicazione di un periodico partigiano, oltre che all’apertura di spacci per la vendita alla popolazione di prodotti alimentari a prezzo calmierato. La Brigata “Borrini”, insieme alla IV Brigata Garibaldi Apuana, nel marzo 1945 passa alle dipendenze del Comando Unico Parmense nella Divisione tosco emiliana “ Monte Orsaro”, nata dall’unione delle brigate parmensi e lunigianesi . Il 21-22 aprile le due brigate bloccano numerosi e consistenti contingenti di tedeschi e fascisti, costringendoli alla resa e concentrando a Comano, allora sede del comando della IV Brigata, un migliaio di prigionieri.
Nel gennaio 1944 si incontrano a Fivizzano i primi membri dei gruppi partigiani dell’Alta Valle Aulella. Nell’agosto successivo le forze sono aumentate e a Tenerano, nel versante lunigianese delle Apuane, il 7 varie bande si riuniscono per comporre la Brigata d’assalto Garibaldi “Ugo Muccini”, intitolata al lunigianese di Arcola caduto in Spagna e composta da dieci distaccamenti. Comandante è Alfredo Contri, spezzino del Partito d’Azione.

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