Chi siamo2018-01-23T16:31:41+00:00

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ISRA – Breve storia e finalità

L’ISRA si costituisce nel 1983 a Pontremoli, su iniziativa di un gruppo di partigiani, antifascisti e storici locali in rappresentanza dell’intero territorio provinciale che – come si può leggere nello Statuto originario – si erano posti la finalità di assicurare il patrimonio storico, morale e civile della Provincia di Massa Carrara, la prima ad essere decorata di Medaglia d’Oro al Valor Militare. Accanto a questo anche l’ordinata conservazione del materiale documentario del movimento di Liberazione “dalle sue origini antifasciste alla Resistenza armata ed alla rinascita democratica”. Ulteriore finalità, quella di promuovere la conoscenza e lo studio del movimento di Liberazione nel contesto di una più approfondita analisi della storia del fascismo e dell’Italia contemporanea. Da allora l’Istituto organizza e promuove attività quali ricerche, pubblicazioni, eventi e iniziative divulgative o di carattere scientifico, commemorazioni, manifestazioni che rientrino negli scopi prefissati. In questo senso l’ISRA lavora a stretto contatto e in collaborazione con enti locali, biblioteche, centri di documentazione e associazioni (in primo luogo le associazioni partigiane) per coordinare e potenziare ogni attività che persegua la diffusione e la comunicazione del patrimonio storico e culturale del territorio.

L’Istituto intende promuovere lo sviluppo di riflessioni critiche e di dibattito pubblico su tutti i temi cruciali summenzionati, per arricchire la conoscenza della nostra storia: particolare attenzione è dedicata alla trasmissione alle giovani generazioni, dando centralità a un’attività didattica articolata e complessa, che coinvolge le scuole di ogni ordine e grado del territorio in percorsi didattici di medio-lungo corso.

Attività

Il patrimonio archivistico dell’Istituto spazia su tematiche relative alla Storia del Novecento, con particolare riferimento al territorio apuano e lunigianese ma oltrepassando i confini provinciali. I temi principali sono la Storia della Resistenza e dell’antifascismo, la Seconda Guerra mondiale, il ventennio fascista, l’emigrazione.
L’archivio dell’Istituto è in fase di riorganizzazione e si compone di fonti scritte per un corpus di oltre cinquantamila documenti, di fonti orali e audiovisive per circa cento ore di materiale, di fonti iconografiche per circa trecento immagini, oltre a conservare altro materiale di vario genere.
I fondi principali, acquisiti tramite la digitalizzazione degli originali, sono l’Archivio del CPLN di Apuania (ACPLNA), composto da circa venticinquemila documenti ordinati in ventitré buste; il Fondo audiovisivo sulle stragi nazifasciste in Provincia di Massa-Carrara, composto da circa cinquanta ore di testimonianze; l’archivio fotografico dell’ANPI di Massa-Carrara, formato da circa duecento immagini; decine di fascicoli personali di antifascisti apuani, lunigianesi e toscani provenienti dai fondi del Casellario Politico Centrale; fondi di varia tipologia.
Di particolare interesse è il fondo, in via di formazione, composto dai materiali raccolti e prodotti da decine di percorsi didattici avviati dall’Istituto sul territorio, nei quali i partecipanti delle scuole di ogni ordine e grado hanno svolto attività di ricerca e rielaborazione di fonti scritte, iconografiche e orali.
Le numerose attività di ricerca dell’Istituto, inoltre, continuano a produrre unità archivistiche dedicati a temi specifici: un esempio è il fondo “Dante Castellucci Facio”, frutto della raccolta di materiali documentali sulla vicenda del Comandante del Battaglione Garibaldi “Guido Picelli”, che oggi si compone di migliaia di documenti scritti, testimonianze, foto storiche e si presenta come il più vasto e completo patrimonio sul tema.
Il materiale è in fase avanzata di digitalizzazione, mentre è in corso l’opera di catalogazione e di inserimento on-line ai fini della restituzione e fruizione attraverso i mezzi informatici, quali il nascente portale www.resistenzapuana.it.
L’Istituto, inoltre, mantiene costanti relazioni territoriali con i referenti di patrimoni privati e archivi familiari, offrendo una loro sistemazione con l’obiettivo di metterli a disposizione della comunità.